La scorsa volta abbiamo parlato del ruolo dell’atleta guida, più precisamente nell’ambito delle corse nell’atletica leggera raccontando l’esperienza di Tommaso, ma tutti noi nel nostro piccolo possiamo essere delle guide per persone con menomazione visiva nella vita di tutti i giorni.
Come dare quindi il nostro aiuto quando è richiesto?
La prima cosa da ricordare è che noi siamo i loro occhi, ed essendo che il senso mancante è quello della vista dobbiamo aiutarli il più possibile utilizzando tatto e voce!
Siamo noi che dobbiamo renderci conto degli ostacoli che potremmo avere intorno e capire quale sia il modo migliore di oltrepassarli senza dimenticare di annunciarli: la persona che è con noi deve sapere quello che la circonda!
Per fare in modo che una persona non o ipovedente si senta a suo agio nel camminare al nostro fianco dobbiamo innanzitutto chiederle qual è il modo in cui si sente più sicura per muoversi: alcuni preferiscono appoggiare una mano sulla spalla di colui o colei che li sta guidando, altri invece preferiscono camminare a braccetto intrecciando loro il braccio. Qualsiasi modo deve comunque essere scelto dalla persona non o ipovedente.
Prima di affrontare una gradinata o un dislivello del terreno fermarsi un attimo e annunciare quello che si sta per fare. Segnalare sempre vocalmente quando bisogna girare a destra o a sinistra. Dobbiamo tenere a mente che nulla è scontato e dobbiamo pensare di essere come dei narratori che descrivono a voce il luogo in cui si trovano, per farlo vivere a chi li sta ascoltando!
Un’altra situazione molto comune che potrebbe capitare è quella del momento del pasto. Una volta a tavola dopo aver fatto capire alla persona che stiamo guidando dove si trova la sedia, bisogna iniziare a indicare dove si trovano le posate dov’è il pane o il bicchiere. Nei ristoranti tendenzialmente è sempre disposto tutto alla stessa maniera ed è più facile per la persona non o ipovedente gestire il pasto, ma chiederle se vanno bene sistemate in quel modo o se preferiscono averle più a portata di mano, potrebbe essere una buona idea! In caso ci sia ancora del cibo nel piatto segnalarlo indicando anche la posizione in cui si trova: il metodo dell’orologio può essere utile, ma anche usare dei semplici indicatori di luogo, può essere efficace!
Come sempre le variabili possono essere molte, ma ciò che è necessario tenere bene a mente è che bisogna sempre parlare e provare a tenere costantemente un contatto fisico con la persona accanto a noi. In pratica dobbiamo trasformarci in occhi parlanti!
